Questa descrizione si addice quasi certamente alla rosa canina (o forse all’acerola/ciliegia delle Barbados)!
Dietro i titoli sensazionalistici e a caccia di clic, si cela una seria base scientifica. Analizziamo più da vicino di cosa si tratta!
Rosa canina: la campionessa ungherese di vitamina C
Sebbene molti considerino i limoni la fonte principale di vitamina C, in realtà il contenuto di vitamina C dei limoni impallidisce rispetto a quello di alcuni frutti di bosco.
I numeri: mentre 100 grammi di limoni contengono circa 40-50 mg di vitamina C, in 100 grammi di rosa canina fresca questo valore può raggiungere i 500-1500 mg in casi estremi, ovvero circa 10-20 volte quello del limone.
Bomba antiossidante: è ricca di carotenoidi, flavonoidi e polifenoli, che proteggono le cellule dall’invecchiamento e dall’infiammazione.
Come non rovinarla? (L’errore più comune)
Molti commettono l’errore di preparare un decotto caldo di cinorrodi (o un infuso ricavato da essi). La vitamina C è termosensibile, quindi se la si fa bollire, la maggior parte della vitamina viene distrutta.
Il metodo corretto: l’infuso di cinorrodi va lasciato in infusione in acqua fredda o tiepida (massimo 40 °C) per 5-6 ore (o per tutta la notte), quindi filtrato. In questo modo si preserva l’altissimo contenuto vitaminico.
Quale altro frutto misterioso potrebbe essere?
Se l’articolo non parla del cinorrodo autoctono, allora potrebbe trattarsi di uno dei seguenti frutti esotici:
Acerola (ciliegia delle Barbados): ha una quantità davvero impressionante di vitamina C (fino a 1600-4000 mg/100 g), che raggiunge o supera facilmente le trenta o quaranta volte quella del limone.
Olivello spinoso: un vero superfrutto ungherese, con un contenuto di vitamina C circa dieci volte superiore a quello del limone e ricco di preziosi acidi grassi Omega-7.
State pensando di inserirlo nella vostra dieta o vi siete imbattuti per caso nella tipica pubblicità del “frutto miracoloso”?