Esatto! La fine di giugno è un punto di svolta cruciale per l’aglio (soprattutto per l’aglio invernale piantato in autunno).
Non appena la pianta smette di produrre foglie e concentra le sue energie nella formazione dei bulbi sotterranei, cambiano anche le sue esigenze di cura.
Ecco tre cose importanti da tenere a mente ora:
- Ridurre drasticamente le annaffiature
Prima: L’aglio necessita di umidità costante per la crescita delle foglie fino a giugno.
Ora: Dalla fine di giugno/inizio luglio, è consigliabile interrompere quasi completamente le annaffiature. Un’eccessiva umidità in questa fase provoca il marciume della buccia esterna protettiva dei bulbi, riducendone drasticamente la conservabilità.
- Interrompere la concimazione
Qualsiasi ulteriore apporto di azoto ora non farebbe altro che stimolare la pianta a produrre nuovamente foglie verdi anziché concentrare le sue energie sugli spicchi. Inoltre, concimare in una fase successiva rende i bulbi più suscettibili alle malattie. - Rimuovere gli steli fiorali dell’aglio
Se coltivate aglio a collo duro (aglio serpente), la pianta produrrà ora steli fiorali robusti e arricciati.
Consiglio: tagliate o spezzate questi steli non appena iniziano ad arricciarsi. Se lasciate i fiori, la pianta utilizzerà fino al 30% della sua energia per la produzione di semi, energia che poi non sarà sufficiente per lo sviluppo del bulbo. (Un vantaggio in più: gli steli d’aglio tagliati sono commestibili e deliziosi in padella o come pesto!)
Quando raccogliere?
Tenete d’occhio il fogliame: quando circa un terzo o metà delle foglie sono ingiallite e secche dal basso verso l’alto (di solito tra metà e fine luglio), è il momento ideale per la raccolta.