Ottima domanda! Ti tranquillizzerà, ma il riflesso iridescente o perlaceo sul prosciutto è, nella stragrande maggioranza dei casi, completamente innocuo per i prodotti a base di carne. Non è un segno che la carne sia andata a male o che contenga sostanze chimiche.
Ecco una spiegazione di cosa succede realmente:
Fisica anziché chimica
Non si tratta di muffa o di una “fuoriuscita di petrolio”, ma di un fenomeno ottico chiamato diffrazione (deviazione) della luce.
Struttura muscolare: la carne è composta da fibre muscolari strettamente impacchettate. Quando un prosciutto viene tagliato (soprattutto con un coltello molto affilato o una macchina) perpendicolarmente a queste fibre, le loro estremità vengono esposte.
Riflessione della luce: le fibre muscolari contengono ferro, grassi e altri elementi. Quando la luce colpisce questa specifica superficie, rimbalza sulle estremità umide delle fibre e si scompone nei colori dello spettro, proprio come illuminare un CD con una luce o vedere un arcobaleno in una bolla di sapone.
Salamoia: questo effetto è più pronunciato nei salumi stagionati o in salamoia, poiché il sale e i nitrati (utilizzati nella conservazione) influenzano l’umidità e la struttura delle fibre, rendendo il riflesso della luce ancora più intenso.
Quando bisogna stare attenti?
Sebbene un riflesso iridescente sia normale, ci sono altri segnali che indicano che il prosciutto è da buttare:
Segnale Cosa significa?
Odore Se il prosciutto ha un odore acido, di ammoniaca o semplicemente “strano”, non mangiatelo.
Superficie Il prosciutto è estremamente viscido o appiccicoso al tatto (più di quanto sia naturalmente umido)? Questo è opera dei batteri.
Colore Un riflesso iridescente va bene, ma tonalità grigie, verdastre o fangose (senza un riflesso metallico) sono un chiaro segnale di allarme.
Verdetto: se il vostro prosciutto ha un profumo fresco e non è viscido, la “paglia iridescente” è solo un affascinante fenomeno fisico e potete mangiarlo senza preoccupazioni.
Avete intenzione di preparare quella salsa allo zenzero di cui abbiamo parlato insieme al prosciutto, oppure si tratta di due cose separate in cucina?